Tuesday, May 22, 2018

Magliocchi / Boss / Rolfini / Grassi FOUR POINTS IN THE BLACK SUN (distorsioni.net review)

Nell’area di confine tra Creative Music e Free Jazz di prima generazione (storicamente intervallati di circa un decennio, casomai valessero le etichette, peraltro in parziale condivisione di stilemi ed attori) possiamo considerarne un’attualissima incarnazione nel quartetto condotto dal batterista e percussionista pugliese Marcello Magliocchi, in contitolarità di fatto con sodali altrettanto sperimentati entro un ampio range stilistico primariamente votato alla sperimentazione e alla forma estemporanea. Elaborati in estrema sintesi, i titoli fanno stringatissimo riferimento alle iniziali nella combinazione individuale nel corso delle sei tracks, di variabile estensione, protratta nell’introduttiva ed intricata MBRG part 1, il cui carattere e le cui tensioni permangono stilisticamente coerenti nell’estensione dell’album.
Clima brulicante ed improvvisazione fisica, codesti posti in campo dalla pulsazione baritonale e la mimesi elettrica del trasparente contrabbasso di Alen Grassi, dalle frenesie d’ancia di Mauro Rolfini, dalla fitta grandine percussiva di Marcello Magliocchi e dalle asprezze d’arco al violino dello svizzero Matthias senza-titolo-3Boss (da sinistra a destra nella foto), tutti a proprio agio nell’espressione interrogativa e nella centrifuga polifonia d’insieme. Consistente il peso specifico dell’ardimento condiviso, e quanto a reminiscenze di soundscape non ci asterremmo dal riconoscere ascendenti quali gli storici Revolutionary Ensemble o Creative Construction Company: da una label solida per progettualità e nient’affatto banale per parterre, la Plus Timbre, uno stimolante punto d’incontro espressivo e interattivo, effimero per vocazione, incisivo nelle sue tattiche espressive, attestante il grado d’intesa di quattro sperimentati alfieri della perigliosa arena della forma libera, idiosincratici testimoni del sempre vitale stato comunicativo del performing istantaneo.
http://www.distorsioni.net/canali/dischi/marcellomagliocchi 

Sunday, May 20, 2018

Magliocchi / Boss / Rolfini / Grassi | Four points in the black sun (PT077)

Sunday, May 13, 2018

once gravity trio – “hidden river” Avant Scena

“hidden river” was released on April 29, 2018 by “Plus Timbre”. Album was recorded by “one gravity trio” – it’s Stefabo Toschi (electric guitar), Luca Borsetti (drums, selected objects) and Alen Grassi (electric bass). The music of “one gravity trio” is full of dynamic and energetic sounds. Their music is based on avant-garde jazz, rock, modern and contemporary jazz styles synthesis. Musicians like to experiment in all ways of musical language – they are trying out new playing techniques, instruments compilations, forms, extended playing techniques and inventive musical decisions. Huge variety of playing techniques, original and interesting musical pattern, unusual timbres, weird sounds, colorful tones, expressive melodic elements and fascinating spontaneous solos – all these elements are the most important part of their music. Each musician has its own way of playing, specific playing manner and unique sound. Their music is always full of interesting sounds, stylistic waves, sudden turns, dynamic changes of various music elements.
The music of this album has interesting and innovative sound. The synthesis of avant-garde jazz, various rock and avant-rock elements, bebop, post-bop and other compilatiobns of contemporary and modern jazz styles are gently combined together in one place. Album compositions have intensive, vibrant and evocative musical pattern, which is based on dozens of different musical language elements. Individual and independent melodies by each improviser, evocative, effective and vibrant solos, original and sidden stylistic waves, dynamic turns and extended playing techniques – all these elements are the main basics of the compositions. All music is based on free improvisations which are masterfully blended together with creative and innovative musical experiments, search of unusual sounds and spontaneous solos. Stefabo Toschi electric guitar melodies have interesting and expressive sound. Vivacious, touching and passionate playing blends together avant-garde jazz, especially emotional and expressive free improvisations and the elements of various rock styles. Musician masterfully tries out different expressions and combines together traditional and extended playing techniques with experimental ways of playing. The sound of his improvisations is especially expressive, energetic, active and effective. Alen Grassi electric bass melodies gently fit together with electric guitar. His music is filled with virtuosic, vibrant and striking solos, expressive and vivacious melodies, vibrant, effective and strange timbres, original musical decisions and subtle and silent excerpts. Improviser masterfully fuses together different and contrasting moods, characters, extended playing techniques and expressions. His music is totally based on main elements of avant-garde jazz and free improvisations. The melodies are vivacious and vibrant – it’s highly contrasting with electric guitar. Dynamic and constantly changing rhythmic, separate and repetitive tones, deep and static bass line create solid rhythmic section. Luca Borsetti drums section has rich and bright sound. Musician combine together traditional and unusual percussion instruments. The unusual timbres, colorful and gorgeous sounds, fascinating musical experiments, original and inventive musical decisions, loud drum rolls, turbulent and bright free improvisations, special effects and many other elements are masterfully fused together in one place. This music has expressive, innovative and interesting sound.
https://avantscena.wordpress.com/2018/05/08/once-gravity-trio-hidden-river-plus-timbre-2018/ 

Thursday, May 3, 2018

Poche note sull'improvvisazione italiana: sulla rarità tecnica ed espressiva

Jack D'Amico | awaiting the great collapse PLUS TIMBRE 033 (2016)
Del pianista Jack D'Amico potete avere riscontri in questo sito grazie a due mie recensioni (vedi qui e qui); la rarità del napoletano, oramai da tempo nel giro degli improvvisatori romani, si nutre di fattori tecnici ed espressivi, che tendono a prendere/insinuare una posizione estetica nell'universo fornito da pianisti, musicisti e compositori del novecento. Non si tratta solo di tecniche estensive o di espansioni della capacità sonora, ma di occupare un posto nella gamma complessa dei sentimenti rinvenibili dalla musica. Il pianoforte è strumento che ha già rivelato le sue possibilità armoniche o timbriche, ha un'esposizione secolare in quanto a metodologia di approccio (il suonar dentro gli interni o la percussività delle sue parti esterne) ma D'Amico cerca particolari combinazioni che gli sono care e gli garantiscono una splendida e degna abitazione della sua ricerca; così dicasi per i rhodes, strumenti su cui si pensa di conoscere tutto specie dopo che Miles Davis ha inaugurato un tipo di intervento, ma laconicamente nessuno crede ad ulteriori approcci come quello di D'Amico, che usa una pedaliera che sconfina in una particolare sezione del mistero. L'improvvisazione di D'Amico fa un figurone nel solismo di Awaiting the great collapse, che a qualcuno lascerebbe intendere una sensibilità post-rock, fin dalla copertina dell'album correlato, pubblicato nel 2016 per la greca Plus Timbre; questo progetto, supportato anche da una validissima sorgente video aggiuntiva, di regola affidata a Simone Memè (vedi qui un'esibizione), è pensato per una continua distrazione del pensiero immaginativo, dove D'Amico accoglie tra i suoi comandamenti quello scelsiano di "...non pensare, lasciare pensare coloro che hanno bisogno di pensare...". Il gioco dell'ottagono si apprezza grazie ad una manovra di compenetrazione che usa benissimo gli scampoli stilistici che il novecento ha partorito, lasciandoli intendere ma mai appropriandosene troppo (l'idioma Satie, l'atonalità della scuola viennese, il modern classical, il jazz di Taylor, il Cage elettroacustico). Oltre al pianoforte, che ha una veste continuamente cangiante per via di preparazioni, risonanze ad hoc e battitura degli interni, D'Amico usa le tecniche dell'hyperpiano di Maroney, smistando occasionalmente la voce in un megafono. Quello che si presenta nei 47 minuti della suite è dunque un conglomerato sonoro assolutamente libero, una marea sensazionale a cui è difficile resistere.

http://ettoregarzia.blogspot.gr/2018/05/poche-note-sullimprovvisazione-italiana.html

Sunday, April 29, 2018

once gravity trio | hidden river (PT076)

Sunday, April 1, 2018

Marco Colonna | FORAMINIFERA (PT075)